Perché NON scegliere musica Royalty Free

In questo specchietto una sintesi delle ragioni per cui sia meglio NON acquistare musica Royalty Free per le proprie campagne pubblicitarie.
Per un approfondimento rimando all’articolo Tutto cio’ che dovete sapere sulla musica FREE ROYALTY  e all’articolo Diritto d’autore: sì solo a chi si assume le proprie responsabilità.

Perché non acquistare musiche Royalty FREE

  • la qualità è scarsa e spesso si rivelano poco efficaci per veicolare il messaggio.
  • le licenze spesso sono farlocche e non coprono tutti i diritti. Illudono che sia tutto coperto, ma i clienti possono correre rischi.
  • le licenze sono generiche e spesso non hanno riferimenti con la produzione.
  • le piattaforme spesso nelle licenze includono clausole dalle quale si evince che non si assumono alcuna responsabilità. Spesso si tratta di contratti diretti tra musicisti e clienti, ma ciò non offre alcuna garanzia di sicurezza.
  • potrebbero esserci aventi diritto terzi che vantano pretese:
    A) molti editori e musicisti si son ritrovati a loro insaputa le proprie musiche duplicate in questi cataloghi.
    B) la differente legislazione tra un territorio e l’altro può dare origine a cause per il mancato rispetto di alcuni diritti (es. la “pubblica esecuzione” negli USA è amministrata da Ascap, mentre non lo è in Italia da SIAE).
  • potrebbero apparire banner pubblicitari sopra ai propri video sul web.
  • le licenze sono concesse non in esclusiva anche in ambito “advertising” (le nostre garantiscono l’esclusiva per il periodo di pianificazione).
  • problemi fiscali: molte di queste società hanno aperto i battenti in territori che non hanno aderito ai patti internazionali sul diritto d’autore e che sono anche nelle black list fiscali. Diverse società, che hanno acquistato RF, hanno subìto verifiche fiscali inaspettate.
  • sconsigliamo caldamente l’utilizzo anche in caso di uso interno. Nel momento in cui il vostro cliente decidesse di rendere pubblico il video, si corre il rischio di dover effettuare una nuova ricerca e un nuovo mix..
  • le royalty free non ripartiscono ai musicisti un “equo compenso”. Potrà sembrare un fattore secondario per le agenzie, ma a lungo andare questa scelta deprime il mercato e la qualità delle produzioni.

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Posted on 29 Giugno 2017 in Senza categoria

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