Diritto d’autore: sì solo a chi si assume le proprie responsabilità

La recente direttiva europea sul Copyright ha stabilito un principio semplice, ma molto importante: le grandi piattaforme devono assumersi le responsabilità dei contenuti che pubblicano.

Le nuove norme Ue sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web un’equa corresponsione per l’utilizzo di contenuti ad opera di terze parti.

Se un contenuto protetto da copyright viene caricato senza licenza, le piattaforme saranno responsabili della violazione, ad eccezione di alcuni casi specifici che ne limitano la responsabilità.

Tutti parlano di Google, You Tube, Spotify, ma nascono come funghi piattaforme “pirata” che spacciano a basso costo contenuti musicali senza alcuna minima tutela del diritto d’autore né alcun rispetto per i musicisti.

Musicisti statene alla larga!
Clienti: fate molta attenzione ed evitate sempre di acquistare musica spacciata come “free”.
Questa nuova direttiva forse ora consentirà un maggior controllo, una più equa remunerazione e quindi rispetto per il lavoro di tanti produttori di contenuti.

Pensando ai clienti, con questo articolo intendo dimostrare in 3 semplici punti, quale sia lo specchietto per allodole dei cataloghi cosiddetti Royalty Free.

Stai cercando un brano musicale da sincronizzare al tuo video corporate istituzionale o alla tua campagna pubblicitaria e ti sei imbattuto in un sito australiano che “spaccia” musica di scarsa qualità a bassi prezzi? Tra te e te pensi: “La qualità non mi interessa, è solo un sottofondo e devo spendere poco per la musica”? Tuttavia il tuo cliente è una azienda importante e sotto sotto sei consapevole della necessità di offrirgli un prodotto sicuro, senza problemi di copyright.

Il punto è questo: molti siti di Royalty Free illudono che l’acquisto dei loro brani sia totalmente sicuro e privi di rischi.

Leggendo bene nelle loro “pseudo” licenze vi accorgerete che ci sono numerose incongruenze.

  • Le musiche Royalty Free sono musiche NON depositate in alcuna collecting society (es. SIAE, GEMA, PRS, ASCAP, SGAE, ecc…)

FALSO: molti siti di Royalty Free propongono comunque musiche P.R.O., cioè protette e quindi soggette alla legislazione internazionale sul diritto d’autore.

  • Le musiche Royalty Free sarebbero soggette a un unico pagamento, direttamente con la piattaforma, escludendo qualsiasi altro terzo.

FALSO: leggendo bene le licenze si evince che ogni cliente dovrebbe sincerarsi nel proprio territorio e presso la propria collecting che tutti i diritti siano effettivamente assolti. A ciò aggiungiamo che, per la legislazione italiana, in ambito pubblicitario avviene la stessa identica cosa con tutti gli operatori del settore. Per la pubblicità la SIAE, cioè, non ripartisce il diritto di “Public Performance“, pertanto ogni licenza contrattata per l’emissione radio televisiva, è comunque un accordo diretto tra gli aventi diritto e il cliente. Non si vede pertanto quale sia la differenza. Più grave se il tuo spot dovesse andare in onda in altri territori dove, al contrario, le collecting society ripartiscono questo diritto.
Attenzione però che le stesse licenze Royalty Free mettono in guardia circa il pagamento alle collecting society del cosiddetto diritto di “messa a disposizione del pubblico” sul web. In Italia se pubblichi un video sul tuo sito sei tenuto a pagare il diritto di sincronizzazione agli aventi diritto e il diritto di messa a disposizione del pubblico, attraverso le “licenza multimediale“, alla SIAE.

  • Le musiche Royalty Free sono sicure e non comportano rischi.

FALSO: spesso le licenze avvisano che di fatto si tratta di contratti stipulati non con le piattaforme, ma direttamente con i musicisti. In sostanza le piattaforme si lavano le mani e si sottraggono da ogni responsabilità. Gravissimo. Nessun ufficio legale di qualsiasi azienda può accettare questo rischio.

Preludio, nella piattaforma PRELUDIO MUSIC LIBRARY, dispone di tutti i contratti fonografici ed editoriali stipulati con i partner e i musicisti. Nelle nostre licenze ci assumiamo TUTTE le responsabilità.

Diffidate, dunque, da chi vi offre musica facile a basso costo. Le conseguenze potrebbero essere ben peggiori della piccola differenza di costo per non correre alcun rischio. Per davvero!

Approfondimenti:
https://preludio.it/tutto-cio-che-dovete-sapere-sulla-musica-free-royalty/
https://preludio.it/perche-non-scegliere-musica-royalty-free/

© 2019 Andrea Thomas Gambetti -– riproduzione vietata, tutti i diritti riservati – andrea@preludio.it

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Posted on 12 Aprile 2019 in Senza categoria

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