Il viaggio del messaggio

Il viaggio del Messaggio

Dal brief in poi il messaggio vive diversi processi creativi che fanno in modo che una volta arrivato a destinazione, il viaggio non si fermi…

Intervista ad Andrea Thomas Gambetti, fondatore e Amministratore unico di Preludio, casa di produzione audio e creatività musicale.

Quale metodo deve perseguire il professionista per sviluppare un contenuto di valore che arrivi al destinatario del messaggio e che da lì riparta per prendere nuova vita?

Nel settore in cui opera Preludio dobbiamo distinguere tra i servizi di post produzione audio e la consulenza musicale. In entrambi i casi il percorso del messaggio è prossimo all’arrivo a destinazione e ha già vagliato diversi step creativi da parte dell’agenzia o della casa di produzione.

Ad ogni buon conto Preludio si inserisce in questo contesto prendendosi a cuore il progetto del nostro cliente e offrendo il proprio contributo creativo. Nella post produzione audio ogni nostra sessione prevede sempre la presenza di un direttore del doppiaggio, vale a dire di un regista che si affianca al copywriter per creare, individuare e scegliere tutte le migliori alternative possibili. Per qualsiasi prodotto, dal radio-comunicato al voice over fino all’adattamento musicale abbiamo inoltre delineato una serie di procedure che consentono di seguire l’intero processo produttivo allo scopo di non trascurare neanche il minimo dettaglio.

Nella consulenza musicale si potrebbe pensare che sia sufficiente la sola “cultura” del consulente, mentre al contrario noi riteniamo che a volte può essere utile non avere condizionamenti. Abbiamo così sviluppato un nostro personale metodo di lavoro, nelle ricerche musicali all’interno del nostro catalogo Preludio Music Library, che abbiamo denominato “L’arte di fare lo switch”. Vale a dire la capacità di saper ascoltare con l’orecchio degli altri. Inoltre nella nostra “mission” l’innovazione ha un ruolo fondamentale: abbiamo dotato il portale www.preludiomusiclibrary.com di una serie di Tool che consentono al nostro cliente di vivere una esperienza in grado di semplificare, sostenere e molto spesso anche ispirare il processo di valutazione e scelta.

Oggi in quale misura siamo disposti a seguire il content marketing di marca? I social favorendo la condivisione sono il canale ideale per ingaggiare l’utente?

In questo caso risponderei relativamente al ruolo di consulente musicale. I Social rappresentano sicuramente un canale ideale, se però si punta ai contenuti, alle idee e alla qualità piuttosto che guardare al numero di like o esclusivamente al “portafoglio”. In questo contesto i contenuti che offre Preludio, cioè i cataloghi musicali che abbiamo in rappresentanza, possono contribuire a catturare l’attenzione e ad allinearsi agli utenti. Oggi è quindi ancora più importante valorizzare la musica nei nuovi modelli di comunicazione. La complementarietà tra il modello “top-down” del broadcasting tradizionale e quello “bottom-up” dei media digitali, che coinvolgono attivamente e più a lungo il target, rende ancor più indispensabile non trascurare la forza della musica.

Altrettanto importante è saper individuare i fattori che contribuiscono all’efficacia del messaggio musicale allo scopo di elaborare prodotti coerenti. Di fatto ciò avviene già per importanti produzioni: creativi e producer possono impiegare diverse settimane prima di individuare il brano più adatto. Che se si tratti di un prodotto universalmente conosciuto o meno, di una campagna estesa a carattere locale o nazionale, ad uso interno piuttosto che B2B / B2C, in Tv o solo sui Social, la musica è sempre un fattore determinante per l’efficacia della comunicazione. Siamo quindi disposti a seguire qualsiasi nuova strategia, purché non venga trascurato il ruolo della Musica.

Inutile girarci intorno: non ha senso ricordarsi della musica solo al termine di una produzione. E’ ingrediente fondamentale, al pari del testo o delle immagini, e ha diritto ad essere inclusa nelle valutazioni di budget fin dall’origine del processo produttivo. Dico questo proprio perché negli ultimi anni nuove generazioni di content strategist sembra si siano progressivamente dimenticate del ruolo che la musica riveste nella comunicazione pensando che sui social possa girare qualsiasi cosa.

Quali sono gli errori da non commettere in comunicazione?

Quando prima parlavo dell’Arte di fare lo “switch” mi riferivo alla capacità di ascoltare con altre orecchie. E queste orecchie possono essere diverse, molto diverse! E’ di fondamentale importanza non dare per scontato che il ricevente della tua comunicazione possa percepire esattamente ciò che percepisci tu. La “percezione” è come una libreria: se chiedi a me cosa vedo ti rispondo “libri”! lo chiedi a un pittore e lui vedrà luci, ombre, prospettive, colori…

Questo è un primo aspetto, ma aggiungerei anche che è fondamentale non perdere di vista la QUALITA’, un elemento la cui percezione è scaduta profondamente negli ultimi anni. La qualità degli ingredienti è una variabile imprescindibile che dovrebbe orientare ogni creativo nelle proprie scelte.

Un altro errore è quello di trascurare qualche elemento. Nel caso della Musica essa, come dicevo, va considerata al pari del testo o delle immagini. Occorre non sottovalutare il potere che la musica può avere non solo in positivo, ma anche in senso opposto. Sono sempre più numerosi i casi di campagne che perdono di efficacia a causa di una musica mal scelta o di scarsa qualità: testimonial di livello, fotografia e regia di prim’ordine, creatività originale… e la musica è una royalty free!

Di recente, in seno alla Federazione degli Editori Musicali, è nato un comitato per la “Production Music”. Crediamo nella qualità, da sempre, e pensiamo che la musica non possa e non debba essere svalutata, ma anzi debba riappropriarsi il proprio ruolo fondamentale nel processo produttivo di ogni comunicazione efficace. E se l’efficacia di un investimento pubblicitario è direttamente proporzionale al livello dei singoli elementi della catena produttiva, conviene scegliere sempre musica di qualità. In caso contrario non c’è da scandalizzarsi se le redemption risulteranno correlate… all’elemento più scarso!

© 2016 L’articolo è pubblicato su MEDIASTARS, riproduzione riservata.

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Posted on 19 aprile 2016 in Senza categoria

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