COME SI PRODUCE un RADIOCOMUNICATO di QUALITA’

Quante volte vi sarà capitato di sincronizzarvi su una emittente radiofonica e ascoltare un blocco pubblicitario includente una serie di radiocomunicati? La radio, da sempre, è un mezzo molto utilizzato in comunicazione, perché consente all’ascoltatore di far lavorare la propria immaginazione. Diventando “attivo”, e non semplicemente passivo, l’utente non subisce ed è più ricettivo, così che la comunicazione si rivela più efficace. Soprattutto se la creatività e la casa di produzione audio hanno lavorato assieme nella costruzione del “prodotto radiocomunicato”. Ma vi siete mai chiesti come si produca un radiocomunicato? Cosa c’è dietro a ciascuna di quelle divertenti scenette che ci capita di ascoltare in viaggio o la mattina mentre ci stiamo preparando?

Dopo il processo creativo curato dall’agenzia e che avrà portato alla stesura e alla scelta di un testo da registrare, vedremo ora come si procede nella produzione audio.

Anzitutto occorre fare una premessa. Come per qualsiasi altro prodotto di comunicazione esistono produzioni Low Budget e produzioni High Budget. La differenza non risiede solo nelle “materie prime” (come ad esempio le attrezzature o le voci che vengono utilizzate), ma anche nel vero e proprio processo produttivo.

Nelle produzioni Low Budget, in genere appannaggio dei radiocomunicati a carattere locale di marchi, prodotti o servizi locali, il processo produttivo non prevede casting delle voci, non prevede la presenza del cliente e spesso la produzione è paragonabile a una catena di montaggio: vengono convocate le voci in un giorno prefissato, durante il quale si registrano 20 radiocomunicati differenti. Nella maggioranza dei casi non si guarda troppo per il sottile e si lavora “buona la prima”, o quasi.

Sintonizzarsi su una radiolina locale piuttosto che su un network nazionale consente di intuire molto bene la differenza tra Low e High.

Nelle produzioni High Budget si lavora in modo completamente differente, ragione che giustifica anche una differenza di costo sostanziale. Nella maggior parte dei casi, però, questo delta è assolutamente irrisorio se rapportato all’efficacia e quindi al ritorno della comunicazione.

Anzitutto le materie prime sono fondamentali: attrezzature digitali di ottima qualità, la presenza di un regista, un fonico creativo e voci a carattere nazionale. Queste ultime possono essere individuate in seno all’Adap, che è una associazione che riunisce gli “Attori” e “Doppiatori” pubblicitari professionali, oppure attraverso siti come trovalavoce.it che propongono ottimi attori professionisti. Generalmente ogni casa di produzione ha la tendenza a lavorare con un proprio giro di speaker e attori, per svariate ragioni e convenienze.

In secondo luogo il processo produttivo non si risolve nel giro di mezz’ora ma può spalmarsi nell’arco di circa una settimana, durante la quale si succedono i seguenti step:

casting voci
ricerca musicale
scelte del cliente
convocazioni
brief allo speaker
registrazioni
scelta prese
editing
scelta Sound Fx e posizionamento
mix
approvazione
finalizzazione
invio alle emittenti

Il CASTING delle VOCI consiste nel suggerire al cliente gli speaker ritenuti più appropriati. Valutando il testo, ogni casa di produzione che si rispetti, è in grado di individuare le voci più efficaci. Si, perché non è solo una questione di timbro vocale: sono di fondamentale importanza la capacità interpretativa, l’aderenza con il personaggio, la sovrapponibilità all’età del personaggio o al target a cui si rivolge la comunicazione.
 Vengono così inviati 3 o 4 mp3 con diverse voci da far ascoltare al cliente il quale potrà esprimere una propria graduatoria di preferenza (o anche dichiararsi non soddisfatto e richiedere altre proposte).
Per la RICERCA MUSICALE noi di Preludio effettuiamo la ricerca sulla base del brief del cliente, dopodiché inviamo all’agenzia un progetto che ritroverà nell’area MyProjects di Preludio Music Library. Il cliente ha così la possibilità di ascoltare le varie tracce, cancellare quelle che non interessano, inviare una playlist ai propri colleghi o al cliente e infine, scaricare quelle che ritiene da testare.

Si procede così alle CONVOCAZIONI. Se il radiocomunicato prevede la presenza di più voci si cercherà di fare in modo che possano essere convocate una dopo l’altra con una differenza di almeno 45/60 minuti tra di loro. Nello stesso orario è prevista la presenza dell’agenzia e del cliente.

All’arrivo di cliente, agenzia e speaker, dopo un buon caffè (qui da noi è veramente ottimo, così come le 10 qualità di Thè!), ci si trasferisce tutti in regia, dove viene brieffato allo speaker il concept del radiocomunicato. E’ importante, infatti, che lo speaker sia consapevole delle esigenze del cliente allo scopo di individuare le scelte interpretative più efficaci in tal senso.

Innanzitutto è necessario effettuare delle prime prove affinché il fonico possa regolare i livelli sia del master, per evitare clip, sia delle cuffie dello speaker. Qualora fosse prevista della musica di sottofondo è fondamentale inviarla in cuffia, poiché la musica sostiene e aiuta lo speaker nell’interpretazione. E’ pertanto necessario regolare anche il livello in cuffia e in regia affinché sia di supporto, ma non prevalga sulla voce dello speaker.

Successivamente si chiede allo speaker di provare a leggere l’intero testo, incluse eventuali parti non di sua competenza. Ciò allo scopo di verificarne la lunghezza in rapporto alla durata dello spot (la pianificazione può essere di vari tagli, come ad esempio 15”, 20” o 30”).

Se necessario si procede, assieme al copywriter, a valutare opportuni tagli nel testo allo scopo di rientrare nei tempi previsti e così non perdere le caratteristiche di interpretazione o comprensibilità che verrebbero compromesse da una lettura troppo affrettata.

Dopodiché iniziano le varie REGISTRAZIONI, ovvero le “prese”: è opportuno che il regista tenga nota su un foglio di regia il numero della playlist di registrazione, indicato dal fonico, e le varie annotazioni che serviranno, in seguito, nella fase della scelta delle prese. Gli stili interpretativi possono essere molto diversi, sarà quindi compito della regia, in accordo con agenzia e cliente, suggerire le varie possibilità allo speaker. E’ di fondamentale importanza verificare che tutto sia chiaro e comprensibile, che il nome del prodotto sia ben articolato e intellegibile e che il tono della voce sia il più possibile aderente all’interpretazione richiesta.

E’ buona norma fare in modo che lo speaker possa concentrarsi sulla lettura completa delle sue parti assegnate, ma al termine di queste registrazioni, una volta cioè che la regia ritiene di avere materiale sufficiente, può essere utile registrare diversi “cerotti”, vale a dire singole frasi ripetute in serie più volte. Ciò avviene quasi sempre per il “claim” ovvero detto anche “pay off”, cioè lo slogan conclusivo.

Terminate le registrazioni della voce o delle voci, se ne erano previste più d’una, si passa alla SCELTA DELLE PRESE. A seconda di come sia andata la sessione di registrazione è possibile partire da una cosiddetta “presa madre”, sulla quale lavorare andando ad insertare eventuali punti rivelatisi migliori in altre prese. E’ un lavoro di fino, perché occorre riascoltare tutto con grande attenzione e a volte le piccole differenze possono sembrare minime, ma si rivelano determinanti per la qualità finale dello spot.

Il fonico procederà quindi all’EDITING, cioè a tagliare in modo perfetto i vari frammenti, facendo in modo che possano combinarsi tra loro in modo del tutto naturale. Si procederà inoltre a rimuovere i respiri. Probabilmente non ci avrete mai fatto caso, ma quasi tutti i radiocomunicati non hanno i respiri, salvo in quelle circostanze nelle quali il respiro ha una sua efficacia interpretativa.

Terminata la fase di editing può essere necessario aggiungere del SOUND DESIGN. A seconda dell’importanza di quest’ultimo è possibile anticipare questa fase, qualora dovesse ad esempio aiutare lo speaker nell’interpretazione tanto quanto la musica, o stabilire di effettuarla in un secondo momento. Infine la POST PRODUZIONE, fase che consiste nello stabilire i giusti livelli di equalizzazione e compressione, e il MIX.

E’ qui che si rivela strategico il ruolo della casa di produzione, perché sound design e mix creativi, uniti alla scelta di una adeguata interpretazione, possono davvero esaltare il contenuto creativo del copywriter.

Il cliente ha infine la possibilità di ascoltare le diverse versioni e scegliere quella che preferisce ovvero suggerire nuovi edit che prevedano, ad esempio, che la prima parte di una versione venga testata con la seconda o viceversa.

Approvata la versione definitiva si procede con la finalizzazione, grazie alla quale il fonico verifica tutti i livelli di compressione, equalizzazione e l’uscita sul master. Il file viene convertito in mp3 ad alta risoluzione e inviato alle concessionarie o direttamente alle emittenti radiofoniche.

Qualche giorno dopo sarà nelle case di tutti gli italiani!

Posted on 23 dicembre 2013 in Senza categoria

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