Come concedere una musica per uno spot

Questo è un articolo per i musicisti, ma se vorrà leggerlo anche un utilizzatore, sarà sicuramente utile per capire le dinamiche che si celano dietro al misterioso mondo dei diritti d’utilizzo!

Vi è mai capitato di esser contattati da qualcuno che chiede il vostro brano musicale per un video? Magari anche offrendo una cifra che a prima vista sembra più che soddisfacente?
Questo articolo intende spiegare, in modo semplice, in base a quali variabili si concede il cosiddetto “diritto di sincronizzazione“.
Cosa comporta la cessione “temporanea” di un proprio brano musicale affinché questo venga sincronizzato a un video o a immagini in movimento?

In primo luogo intendiamoci sulle varie terminologie:
– Cos’è un video?
– Cosa si intende per sincronizzazione?
– A chi spetta l’esercizio del diritto?

VIDEO
per “Video” o “filmato” devono intendersi le opere dell’ingegno costituite da immagini in movimento a cui sincronizzare l’Opera e i Fonogrammi.
I video possono classificarsi in due tipologie: video commerciali e video non commerciali. Anche l’uso in un radio comunicato viene considerato una “sincronizzazione”.

SINCRONIZZAZIONE
Per sincronizzazione si intende l’abbinamento di un’opera musicale e il relativo fonogramma che la contiene, con una sequenza di immagini in movimento. L’utilizzo che viene fatto della musica può essere, in parallelo alla tipologia di video, di tipo commerciale o non commerciale. Con una sottile differenza: in alcuni casi ci può essere un utilizzo commerciale della musica in un video non commerciale e viceversa. Non è cioè la caratteristica del video a determinare il tipo di sincronizzazione, ma l’effettivo utilizzo della musica all’interno del tipo di video.

GLI AVENTI DIRITTO
E’ evidente che l’opera musicale è utilizzata, nei casi che qui consideriamo, in quanto contenuta in un fonogramma. Ne consegue che tali utilizzazioni sono soggette a una doppia autorizzazione: quella del titolare dei diritti sull’opera musicale, e quella del titolare dei diritti sul fonogramma. Per semplificare:
– DIRITTI sull’OPERA
– Editore / sub editore
– autore / compositore / elaboratore
– DIRITTI FONOGRAFICI
– produttore fonografico
– artista interprete esecutore

EQUO COMPENSO
La prima cosa da considerare nella concessione del diritto di sincronizzazione di una musica a un video è la valutazione di un proporzionale indennizzo (quello che la giurisprudenza internazionale chiama “equo compenso”) che rappresenti appunto il giusto compenso per l’opera dell’ingegno e la produzione fonografica che ha permesso alla stessa di essere ascoltata ed apprezzata.

“Proporzionale” significa che deve essere soggetto a una valutazione “relativa” e non assoluta. Ecco quindi quali sono le variabili da tenere in considerazione ogni qual volta dovrete stabilire il compenso per la sincronizzazione:
– Chi è il cliente
– Che rilievo ha la musica nel contesto della sincronizzazione
– Dove verrà utilizzato il video
– Per quanto tempo.

CHI E’ IL CLIENTE
Un conto è concedere in licenza una musica alla Coca Cola e un conto è concedere la stessa musica a un mobilificio brianzolo. In linea teorica l’equo compenso potrebbe anche restare invariato, ma la valutazione del tipo di Cliente deve tener conto del mercato che esso rappresenta, del mercato in cui opera, del mercato in cui la campagna avrà diffusione, dei target di riferimento, ecc.
RILIEVO DELLA MUSICA
E’ un semplice sottofondo? E’ uno spot nel quale la musica è protagonista?
DOVE VERRA’ UTILIZZATO
– Tv
– Spot Radio
– Web
– Cinema
– Metropolitane
– fiere e convention
All’aumentare dei mezzi scelti dal cliente, aumenterà di conseguenza la richiesta di compenso.
TEMPO
Questo è un capitolo molto importante. Le licenze d’utilizzo ad uso commerciale devono sempre essere correlate ad un predeterminato periodo d’utilizzo.
NON CONCEDETE MAI L’UTILIZZO IN PERPETUO / ILLIMITATO DELLE VOSTRE MUSICHE.
Mantenere fede a questo impegno significare dare valore alla musica, non svenderla e non sminuire il mercato.
Qualsiasi brano musicale associato ad un brand, infatti, corre il rischio di far vendere molti prodotti (pensate alla musica di “Sorrisi & Canzoni TV”, in auge da 40 anni!), ma anche quello di “bruciarsi”: Quindi da un lato senza un limite d’utilizzo l’equo compenso potrebbe nel tempo rivelarsi poco equo, mentre dall’altro la vostra traccia musicale, associandola a una determinata campagna pubblicitaria, diventa inutilizzabile in quanto non è detto che in futuro un altro brand sia disposto ad utilizzare il medesimo brano.
Il costo della licenza, quindi, è rapportato al tempo d’utilizzo: una campagna di solo una settimana costerà meno di una campagna che si svolge per un anno intero.
Molto clienti, allo scopo di cercare di ridurre il costo delle licenze, potrebbero chiedervi un periodo prestabilito di pianificazione effettiva nel corso di un anno. Dovrete quindi valutare la licenza per un utilizzo, ad esempio, di tre mesi nell’arco di un anno. In questo caso la pianificazione è inferiore a un anno, essendo di 3 mesi, ma non può essere equiparata a 3 mesi consecutivi perché di fatto la traccia musicale viene “bloccata” per un anno. In questo caso ci si può creare una griglia di maggiorazioni per elaborare un costo che non sia eccessivo, ma neanche pari ai 3 mesi consecutivi.

andrea @ preludio.it
© 2017 Preludio – Andrea Thomas Gambetti – Tutti i diritti riservati

Posted on 13 novembre 2017 in Senza categoria

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